Disaster recovery: di cosa si tratta e come svilupparlo al meglio

Disaster recovery: di cosa si tratta e come svilupparlo al meglio

Il disaster recovery può essere una misura fondamentale per qualsiasi realtà aziendale. Un’opzione simile è in grado di segnare una profonda differenza per ogni impresa alle prese con problemi telematici di un certo rilievo. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su questa opportunità da sfruttare fino in fondo, sviluppabile tramite un piano attento e metodico.

Che cos’è il disaster recovery

Ogni azienda che si serve di metodi computerizzati di ultima generazione può trarre giovamento da un’organizzazione oculata del proprio disaster recovery (https://www.seeweb.it/). Entrando nei particolari, si tratta di quell’insieme di misure che un qualsiasi ente sceglie di mettere in atto per rimettere a posto una rete di Information Technology. Quest’ultima può essere danneggiata in seguito a vari tipi di guasti informatici, che possono intaccare gli apparecchi o i sistemi operativi. Un problema simile può scaturire da un evento naturale o artificiale. Un piano del genere costituisce un elemento fondante della business continuity.

Come sviluppare un buon piano di disaster recovery

Prima di procedere alla preparazione di un piano di disaster recovery adatto a ogni contesto, è necessario verificare il suo effettivo funzionamento. In primo luogo, è necessario avere a disposizione i dati che sono rimasti in sospeso durante un determinato guasto. A tal proposito, risulta essenziale usufruire di un apparecchio di riserva, concepito allo scopo di salvaguardare informazioni molto importanti e di tenerle in backup.

Quindi, è essenziale tenere d’occhio la valutazione degli eventuali rischi, con la prospettiva di stimare gli effetti probabili di una situazione ben poco piacevole. Una volta portate a termine simili valutazioni, è possibile occuparsi del disaster recovery e attuare le tecniche principali per renderlo sempre più efficace. Ogni dato può rivelarsi cruciale per consentire all’azienda di operare senza alcun intoppo, così come bisogna essere in grado di organizzare a dovere qualsiasi operazione per il backup delle informazioni sensibili.

Bisogna partire, quindi, dall’allestimento di un buon punto di ripristino, stabilendo un tempo ben preciso da rispettare per riportare la situazione alla normalità. Quindi, si procede alla pianificazione di processi e strategie atte a un disaster recovery tempestico, completo e aggiornato. Il ripristino dei dati va condotto con un’elevata frequenza. Infine, la pianificazione della procedura deve essere messa alla prova ben prima di essere alle prese con l’eventuale guasto. Solo in questo modo, è possibile essere preparati a qualsiasi evenienza molto rischiosa.

I vantaggi che un buon disaster recovery mette a disposizione

Le realtà aziendali che sanno sviluppare in maniera precisa e attenta il proprio disaster recovery hanno senz’altro un buon vantaggio rispetto a chi non riesce a farlo. Che si tratti di un semplice backup dei dati, della gestione alternativa del data center, di una copia dell’intero database o di un hot site, ciò che conta è saper attuare le tecniche adatte a ciascun contesto. In ogni caso, il beneficio più palese riguarda senza dubbio una maggiore velocità di ripristino dei dati più importanti.

Infatti, grazie a un simile accorgimento, una realtà aziendale può tornare ad operare nel pieno delle proprie potenzialità con estrema rapidità. In alcuni casi, ha addirittura la possibilità di proseguire nei propri compiti senza alcuno stop. Inoltre, non bisogna lasciare in secondo piano i vantaggi economici. Con un lavoro del genere, l’abbattimento dei costi può essere così rilevante da salvare le sorti di un’azienda. Quest’ultima potrebbe versare in condizioni finanziarie molto precarie con una gestione del rischio poco adeguata. Ed ecco che di un buon disaster recovery non si può proprio fare a meno, per diverse motivazioni molto valide.