Come intervenire sul bullismo a scuola

Come intervenire sul bullismo a scuola

Il bullismo è uno dei fenomeni più pericolosi che possono verificarsi a scuola, in quanto può causare seri danni alle parti coinvolte; è una situazione che necessita dell’intervento sia dei genitori che degli educatori, i quali sono chiamati a mediare e a spiegare il giusto comportamento da adottare, prima che si possa degenerare in qualcosa di più grave, come purtroppo le cronache insegnano. È importante occuparsi di tutte le figure coinvolte, sia della vittima, sia del bullo, perché entrambe vanno aiutate nel modo più opportuno. Da genitore, come comportarsi se tuo figlio fa il bullo a scuola

Come comportarsi se tuo figlio fa il bullo a scuola

Come spiegato in questo approfondimento a cura dei papà blogger di Super Papà, quando si verificano episodi di bullismo, spesso la situazione degenera a causa dell’omertà che circonda tali episodi; questo a causa della vergogna che la vittima prova e degli esercizi di potere attuati dalle personalità più dominanti. Altro fattore grave da tenere in considerazione è che il bullismo sia qualcosa di profondamente sottovalutato negli ambienti scolastici; d’altronde, ammettere che ci siano problematiche di questo genere non è facile per insegnanti e educatori, i quali possono sentire su di sè il peso delle responsabilità.

Ebbene, è giusto che ognuno faccia la sua parte e, se necessario, si prenda le sue responsabilità, quindi anche un genitore deve sapere di avere un ruolo importante, allorché si scopra che il proprio figlio attui del bullismo ai danni di uno o più compagni. Un genitore deve soprattutto ascoltare il figlio, creando un rapporto il più possibile empatico, facendo le giuste domande e provvedendo a spiegare i danni di un fenomeno grave come quello del bullismo; il tutto però deve avvenire in un clima calmo e positivo (da non confondere con permissivo), senza colpevolizzare nessuno.

Il bambino deve capire la necessità di evitare comportamenti prevaricanti sui compagni, perché con calma gli deve essere spiegato che nessuno va sottomesso, specie i più timidi e deboli; è poi importante che in caso di comportamenti sbagliati, impari a chiedere scusa, perché scusarsi non è sinonimo di debolezza, ma di comprensione dell’errore commesso, che implica la volontà di rimediare. Ovviamente un genitore deve sì spiegare tutto questo, ma deve in primis dare il buon esempio con il suo stesso comportamento in casa.

Come comportarsi in caso di bullismo

Quando si verificano episodi di bullismo, spesso la cosa non riguarda solo la vittima e il bullo: infatti c’è la compartecipazione di altri compagni, i quali possono avere anch’essi atteggiamenti prevaricanti, alimentando questi pessimi comportamenti o possono far finta di nulla, in una catena di omertà e silenzi che non fanno altro che peggiorare le cose. È dunque fondamentale spezzare questa catena di eventi, intervenendo con un elemento davvero importante: l’ascolto. Se infatti la vittima di bullismo si sentirà compresa, potrà finalmente spiegare agli adulti cosa stia accadendo, in modo che possano essere presi provvedimenti.

Magari la situazione non è particolarmente grave, in ogni caso è importante far capire a chi subisce atti intimidatori, che non è solo e che deve necessariamente condividere i suoi problemi con una figura adulta, che può essere un genitore, ma anche un insegnante: basta iniziare a parlarne. Anche perché il bullismo è qualcosa di subdolo, che può presentarsi in maniera diretta, tramite episodi di violenza, verbale, quando si ha a che fare con offese o minacce, oppure indiretta, che può portare a dicerie che causano l’esclusione della vittima; altro fenomeno tristemente attuale è da ricondurre al cyberbullismo, che trova il suo terreno fertile nei vari social network di internet.

È bene dunque individuare le figure coinvolte in questa dinamica, le quali andranno aiutate e sostenute in maniera diversa, perché diversi sono i problemi che li riguardano. Va comunque detto che ciò che davvero fa la differenza in episodi di questo genere è far capire a tutti gli studenti, coinvolti o meno, la gravità della cosa, con opportuni metodi educativi. Quindi ribadiamo ancora una volta l’importanza del dialogo e dell’ascolto con i bambini: solo così gli adulti possono riuscire ad interagire con loro, scoraggiando episodi negativi in favore della comprensione e degli atteggiamenti positivi.