Cos’è una rosa stabilizzata e come fa a durare per anni

rosa stabilizzata

Se siete approdati su questo articolo, state curiosando su un argomento molto particolare: visitando di tanto in tanto dal fioraio, vi sarà infatti capitato di vedere o di assistere all’acquisto di qualcuno di quelli che vengono definiti fiori stabilizzati, ma nello specifico, cosa sono le rose stabilizzate? Come fanno a durare per anni? Che cosa viene utilizzato per renderle così speciali? Quando appassisce una rosa stabilizzata? Andiamo ad indagare su questa tecnica molto innovativo che rende un fiore quasi eterno.

Cos’è una rosa stabilizzata?

Una rosa stabilizzata è a tutti gli effetti una rosa come le altre, ma è in grado di mantenere un aspetto fresco e vivo per lungo tempo. Partiamo col definire perché una rosa deve essere stabilizzata, qual è in sostanza la richiesta di mercato che ha visto far crescere la domanda di questo tipo di fiore. La rosa, si sa, è il fiore per eccellenza visto che viene usato sovente per regali e manifestazione d’amore: da qui l’esigenza di farlo durare più tempo possibile. Un tempo che può arrivare addirittura a 10 anni. E’ importante chiarire che non si tratta di un fiore finto: di fatto si tratta di un fiore al 100% che viene sottoposto ad un trattamento chimico che ne mantiene la forma e l’aspetto, andando a modificarne il colore originario. Non si tratta quindi di un processo di seccatura o liofilizzatura ed è bene spiegare questo procedimento non rende immortale il fiore: come detto dopo un massimo di 10 anni, la rosa perderà la lucentezza che gli abbiamo artificialmente donato.

Qual è il processo chimico utilizzato per stabilizzare una rosa?

Ma qual è questo procedimento? E’ particolarmente complicato? Andiamo a scoprire come si può effettuare questa operazione: partiamo specificando che si tratta della sostituzione dei liquidi che circolano all’interno della rosa stessa. In generale va detto che esistono diverse procedure che possono produrre l’effetto desiderato:

  • stabilizzazione per capillarità;
  • stabilizzazione per doppia immersione;
  • preservazione per immersione
  • preservazione a spruzzo
  • tecniche miste

Quella che viene maggiormente utilizzata per i fiori e in particolare per le rose è, almeno allo stato attuale, quella per doppia immersione: in questo caso si tende a voler scegliere dei fiori che siano molto freschi, in modo da cercare di mantenerne quanto più possibile l’aspetto fresco e vivo che madre natura gli ha regalato. In una prima fase si parte immergendo il fiore per 24 ore all’interno di una soluzione alcolica: in questo periodo di tempo, la rosa perderà il suo colore e verrà di fatto disidrata, mantenendo la forma così come quella originale.

La stabilizzazione definitiva avverrà nella seconda fase: passate le ventiquattro ore, si procederà con la seconda immersione. La rosa verrà immersa all’interno di una soluzione di alcool, glicole propilenico, glicerina e altri coloranti alimentari: il fiore verrà così reidratato dalla soluzione creata, mentre i coloranti daranno modo al fiore di riacquisire l’aspetto che desideriamo donargli.

Come detto la selezione del fiore è la fase cruciale: un fiore in perfetta salute e con un aspetto eccellente già di per sé, avrà più possibile di garantire un risultato duraturo.

Come mantenere una rosa stabilizzata

Il fatto che sia stato sottoposto ad un trattamento chimico non rende immortale una rosa stabilizzata: le attenzioni che gli riserverete, le modalità con cui vorrete prendervi cura anche di questa particolare tipologia di fiore, incideranno chiaramente sulla longevità dello stesso. Quali sono gli accorgimenti da tenere a mente: un fiore stabilizzato può mantenere intatto il suo livello di freschezza ‘apparente’ se non viene esposto al sole. Questo non vuole dire che non può essere illuminato: una luce anche se abbondante ma diffusa nell’ambiente, non gli recherà danno.

Altro consiglio è di non bagnarlo: anche qualora si volesse pulire la rosa, il consiglio è di evitare l’utilizzo di acqua perché si andrebbero ad attivare dei processi degenerativi di fermentazione che comporterebbero un peggioramento evidente dell’aspetto del fiore. Allo stesso modo è meglio evitare di soffiare: anche il nostro respiro si porta con sé un alto grado di umidità. Si può quindi in alternativa utilizzare un pennello o un phon a bassa intensità per andare ad eliminare la polvere.